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Gestione della rabbia, come riconoscere quella repressa
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Gestione della rabbia, come riconoscere quella repressa

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Gestione della rabbia, come riconoscere quella repressa

La gestione della rabbia è una questione che riguarda tutte le età. Quando parliamo di ira, rabbia o collera, ci riferiamo ad uno stato emotivo di intensità variabile, che può andare da una leggera irritazione a una furia violenta.

Cos’è la rabbia e perché scaturisce

La rabbia è la risposta dell’organismo quando è necessario difendersi o proteggere ciò che si considera proprio. Normalmente si scatena in presenza di ostacoli che ci impediscono di ottenere ciò che desideriamo. L’ira è un’emozione di difesa che dovrebbe manifestarsi solo quando ci vediamo obbligati a difenderci, ma la nostra mente è piena di pensieri automatici negativi che bypassano il controllo razionale della mente e fanno scattare comportamenti esagerati rispetto all’offesa o che possono mettere in pericolo altre persone o provocare danni fisici in chi lo mette in atto.

Perché alcune persone si arrabbiano di più: questione di gestione?

Alcune persone possiedono una gestione della rabbia positiva e costruttiva, altri esplodono in maniera aggressiva e incontrollata e altri ancora sembrano non arrabbiarsi mai. Chi tende a considerare le proprie emozioni negative come qualcosa che non dovrebbe esserci, il più delle volte sta reprimendo le emozioni, non le sta gestendo. Chi dice che non si arrabbia mai, in realtà non si è esercitato a sentire la rabbia nel proprio corpo, ad osservarla, a capire la sua origine e a gestirla in modo controllato. Chi reprime la rabbia semplicemente non la sente come un’emozione, ma può avvertirla come un dolore fisico come un mal di testa, mal di stomaco, disturbi digestivi, insonnia… la rabbia c’è, ma assume un’altra forma perché la persona pensa di non essere in grado di gestirla. La famiglia d’origine della persona che trattiene la rabbia, probabil mente, non ha permesso di esprimerla in serenità o al contrario era troppo caotica, con continui e frequenti litigi che hanno causato la dispersione intra-famigliare e hanno così terrorizzato la persona che ha paura di esprimerla perché se lo facesse accadrebbe qualcosa di tremendo a cui sarebbe impossibile porre rimedio. Diversi sono i modi in cui l’ira si palesa: anche la tensione muscolare come mal di collo, incapacità a rilassarsi, tensione allo stomaco possono essere i sintomi di rabbia repressa. Spesso le persone che reprimono le emozioni sono passive-aggressive ossia non esprimono apertamente un rifiuto, ma fanno in modo metterlo in atto dimenticandosi l’impegno preso o arrivando in ritardo o auto-boicottandosi. Possono essere considerati sintomi anche mangiarsi le unghie, le pellicine delle dita, grattarsi le escrescenze della pelle fino a farsi sanguinare, strapparsi i capelli…tutti comportamenti autolesionisti ci che direzionano la rabbia su di sé invece che sulla persona che ha causato la rabbia. Dato che i sintomi sono parecchi, è necessario imparare a gestire la rabbia senza negarla, solo arrabbiandosi si può scoprire che non accade nulla di tutto ciò che avevamo temuto e possiamo solo imparare a gestirla con più consapevolezza.

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